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ultima modifica: Antonella Rossi  11/11/2019

LA RICORRENZA DEL 4 NOVEMBRE – Il discorso commemorativo del Sindaco di Borghetto S.Spirito

notizia pubblicata in data : mercoledì 06 novembre 2019

LA RICORRENZA DEL 4 NOVEMBRE – Il discorso commemorativo del Sindaco di Borghetto S.Spirito



In occasione dell'anniversario del termine della Grande Guerra l'Amministrazione Comunale ha voluto commemorare, assieme agli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado della nostra Città, l'importante ricorrenza. Riportiamo il discorso ufficiale pronunciato, dal sindaco Giancarlo CANEPA, dal loggiato del porticato di Palazzo Elena Pietracaprina.


“Rivolgo il mio saluto e quello di tutta l'Amministrazione Comunale alle Autorità Civili, Militari, Religiose, alle Associazioni, agli alunni della nostra scuola e a tutti i cittadini che partecipano a questa cerimonia odierna.
Oggi è il 4 novembre, data in cui, ogni anno, si celebra la giornata dell'Unità d'Italia e delle Forze Armate. In questa giornata si intende commemorare tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e per quelli di oggi. Commemorare significa ringraziare con affetto le nostre Forze Armate cioè coloro che combattono perché la libertà sia un diritto di tutti. Pensiamo ai nostri compatrioti che abbiamo perso in missioni di pace all’estero, ma anche e soprattutto a tutti gli operatori della sicurezza e delle forze dell’ordine che, quotidianamente nelle nostre città, mettono a rischio la propria vita per rendere la nostra più sicura e libera.
Quest'anno vorrei rivolgere questo momento di riflessione soprattutto ai ragazzi della nostra scuola che saranno futuri cittadini adulti con la responsabilità di guidare nel migliore dei modi la nostra amata Borghetto.
Per i giovanissimi, per i ragazzi ma anche per i meno giovani questa giornata corre il rischio di apparire solo intrisa di retorica, vuota di significato, inutile, distante, anacronistica. Da quel lontano 1918 è passato ormai un secolo. La realtà, da allora, è profondamente cambiata. Il mondo economico, la politica nazionale e internazionale, la tecnologia, la cultura, il modo di pensare, le abitudini alimentari, il modo di comportarsi - tutto è cambiato e continua a cambiare a grandissima velocità.
Questa frenesia che pervade il nostro quotidiano a volte ci porta a essere indifferenti nei confronti di molte cose. L'indifferenza è uno dei principali fattori che genera la crisi della società odierna. Una crisi che non è solo economica ma anche e soprattutto di valori. Sentiamo la mancanza di prospettive, abbiamo bisogno di fiducia, coraggio e rispetto.
Il menefreghismo nei confronti dei problemi altrui, l'indifferenza sociale, l'astio personale inserito nel confronto politico, la mancanza di senso critico di coloro che si fermano alle apparenze e anche solo, banalmente, l'atteggiamento di coloro che prendono per oro colato i “sentito dire” che molto spesso sono frutto di illazioni gratuite, sono aspetti che ci rendono piccoli, che ci disgregano, che ci indeboliscono, che ci impediscono di ottenere gli obiettivi che altrimenti avremmo tutte le capacità di raggiungere. Potremmo vivere meglio se recuperassimo quel senso di civiltà, di rispetto reciproco, di impegno, di disponibilità e di costruttività che questa Giornata, da più di cento anni, ci indica come fondamento della nostra Patria. Questo è il vero punto di partenza per ricostruire e rinsaldare il nostro tessuto sociale.
Durante la Prima Guerra Mondiale i soldati in trincea erano gli uni per gli altri. Hanno sacrificato la loro vita gli uni per gli altri. E le Forze Armate, ancora oggi, rappresentano uno dei più luminosi esempi in cui la comunanza di valori, l'unità di intenti, il rispetto, il coraggio e l'impegno diventano sinonimo di forza e compattezza.
Oggi sentiamo tutti un bisogno profondo di essere rappresentati da persone corrette, oneste, chiare, in cui avere fiducia e a cui dare fiducia e soprattutto alle quali affidare le nostre speranze.
Non sciupiamo l’insegnamento nato dal sacrificio di tutti coloro che hanno conquistato l'Unità d'Italia e continuiamo a insegnare ai nostri ragazzi che la libertà non c'è stata data per sempre e che ogni giorno, ognuno di noi, deve fare la sua parte per difenderla perchè senza la libertà non potrebbero esistere né la civiltà né il progresso. Servire l’Italia con la stessa devozione delle Forze Armate è un atto d’amore non solo verso il nostro paese ma soprattutto verso il futuro dei nostri figli. "

Viva le Forze Armate, viva l'Italia unita e viva Borghetto!

Giancarlo CANEPA - Sindaco di Borghetto Santo Spirito


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Michele MANERA - U.O. staff del Sindaco

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